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Via libera di Palazzo Madama alla norma blocca-processi. Il Senato ha approvato infatti l’emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi per reati commessi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell’Idv hanno lasciato l’Aula prima del voto, mentre sono rimasti nell’emiciclo gli esponenti dell’Udc e i Radicali. Prima della protesta, i senatori aveva dato il via libera all’emendamento al decreto sicurezza che dà priorità ai processi per reati gravi.

Ad annunciare che il Pd non avrebbe partecipato al voto sulla cosiddetta ’salva-premier’ è stata Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito Democratico. La senatrice siciliana ha criticato la norma perché, ha spiegato, creerà “un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani” e ha accusato Silvio Berlusconi “di aver perso un’occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo“.

Come il Partito Democratico di Walter Veltroni anche l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro non ha partecipato al voto sull’emendamento cosiddetto ’salva-premier’. Ci stiamo organizzando per la raccolta di firme per un referendum” contro il provvedimento che sospende per un anno i processi per reati non gravi compiuti prima del giugno 2002. Lo ha annunciato il leader dell’Idv Antonio di Pietro. “Il referendum – ha poi aggiunto di Pietro – riguarderà anche la legge sulle intercettazioni. Le raccoglieremo in modo determinato e massiccio per far sapere ai cittadini che uso arbitrario, personale e criminogeno fa delle istituzioni il presidente del Consiglio”.

Caro Silvio, ancora una volta ti sottrai alla giustizia italiana ma non alla nostra.
Solo una parola: VERGOGNA!

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Per tutti quelli che si sono stufati di sentire belle parole in televisione e non sanno ancora da quale partito farsi fregare…

ECCO LA SOLUZIONE!!!

Vi metto il collegamento per fare il test di Openpolis, e vedere quale partito è più vicino al vostro pensiero.

Ciao

Silvio Berlusconi è indagato dalla procura di Napoli per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction e – seconda ipotesi di reato – per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica, “in altri episodi non ancora identificati”. Una storia che corre – circostanza davvero inconsueta per il Cavaliere – sul filo di un telefono (intercettato) dell’alto dirigente del servizio pubblico e trova una sua concreta evidenza nel racconto del senatore eletto dagli italiani di Australia. E’ una storia che, al di là degli esiti giudiziari, ha un’evidente rilevanza politica e si può raccontare così. Come tutte le storie che si rispettino è avviata dal caso. I pubblici ministeri stanno ficcando il naso su un giro di iperfatturazioni che nasconde la costituzione all’estero di fondi neri.
La ricostruzione dei movimenti finanziari svela che il denaro ritorna – cash – in Italia attraverso la Svizzera. Per i personaggi coinvolti, per i loro contatti nel mondo della fiction e della Rai di viale Mazzini, il sospetto degli investigatori è che quelle somme possano essere o le tangenti destinate ad amministratori del servizio pubblico o “fette di torta” che i produttori televisivi si ritagliano, franco tasse. Al centro dell’attenzione finisce un piccolo produttore di cinema e tv, Giuseppe Proietti, che in passato ha lavorato alla Sacis (la società di produzione e commercializzazione della Rai).
Il Cavaliere è stato smascherato?!