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Aeroflot

La questione Alitalia, dopo le comiche cui siamo stati costretti ad assistere in campagna elettorale, ora, nelle mani di Berlusconi, con il risaltare fuori della russa Aeroflot, e con le ultime affermazioni del Cavaliere sulla compagnia francese, diventa una vera e propria barzelletta.

Senza neanche toccare l’argomento dei dati sul tasso di incidenti registrati dalla compagnia aerea russa, ci limitiamo a constatare un’anomalo cambiamento di pensiero da parte del capo del futuro governo, il quale, mentre solo pochi giorni prima delle elezioni affermava, testuali parole, che le condizioni poste dai francesi erano ‘offensive’ e che una conclusione della trattativa si sarebbe rivelata una ‘catastrofe’ ora, come per incanto, dice di non avere ‘assolutamente nulla contro Air France’.

L’impressione è che nel modo di ragionare di Berlusconi, poco o niente contino il mercato e la reale situazione della Compagnia di bandiera, ma prevalgano i rapporti personali con gli amici e con gli amici degli amici. Appare francamente vergognoso che un premier pensi di risolvere una situazione cruciale per l’economia dell’intero paese in una maniera spiccatamente somigliante al modo di condurre gli affari di certe organizzazioni di cui in questa sede riteniamo opportuno omettere l’appellativo.

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Dopo tre giorni di stop i tir si rimettono in marcia. L’Italia torna così lentamente alla normalità. E il premier Romano Prodi sottolinea: “Non abbiamo ceduto alle provocazioni. Ha vinto il confronto”. Ci vorrà però ancora del tempo per ricreare la situazione antecedente. Almeno sette giorni per la distribuzione degli alimentari; due per riavere la benzina ai distributori. Per cancellare nel più breve tempo possibile i disagi, gli autotrasportatori potranno circolare anche domenica e i distributori di carburante rimaranno aperti nel fine settimana.

Gli autotrasportatori escono soddisfatti dal match a Palazzo Chigi dove erano convocati nel primo pomeriggio: portano a casa 70 milioni in più nei prossimi tre anni – di cui 30 per il 2008 – e riduzioni sui pedaggi. Sommando le vecchie risorse previste per il comparto, la Cna Fita calcola che i contributi saliranno così a circa 441 milioni di euro, poco meno dei 500 milioni della richiesta iniziale alla base della protesta. Per trovare i fondi da destinare agli autotrasportatori, il Governo ha deciso di tagliare sull’assegno destinato alle tv locali, al riassetto della Salerno-Reggio Calabria, e alla sicurezza stradale.

L’annuncio della sospensione del fermo è arrivato poco prima delle 19 di ieri dalle due maggiori organizzazioni, la Cna Fita, Confartigianato Trasporto, le stesse che avevano indetto la protesta.